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> [Roswell] Sway - cap1-4, M&M, Au
viconia
messagio 23 Dec 2004, 17:38
Messaggio #1


Milady Viconia McAliens
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Per prima cosa un mega grazie al mio Beta cioè Italianchoccolate.
Seconda cosa, questo è un regalino per natale, spero sia gradito, ma avendo molte cose da fare, so già che nn riuscirò a sistemare in fretta il seguito per poi postarlo.

Spero vi piaccia (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/original.gif)


Sway


Trama:
Questa è la storia di due famiglie, una ricca e una benestante che salpano con una nave verso le nuove colonie. Spinte da motivi diversi, si ritrovano ad incontrarsi sulla nave con cui viaggiano. I loro figli fanno amicizia e questo sarà solo l’inizio di qualcosa di più grande. Tess, figlia del Conte Hank Guerin e di sua moglie Hanna; Maria figlia del Reverendo Anthony De Luca e di sua moglie Amy. Fra le due bambine si crea una forte amicizia, e lentamente anche il fratello maggiore di Tess, Michael, inizia a prendere in simpatia l’amica della sorella.
L’insediamento nel nuovo paese non è facile, ma con il passare del tempo tutti si adattano alla loro nuova vita e la piccola comunità inizia a svilupparsi. Anni dopo i ragazzi sono cresciuti, ed è anche sbocciato un forte sentimento tra Michael e Maria; Tess ne è stata testimone ed ha visto mutare suo fratello, l’ha visto addolcire parte del suo burbero e riservato carattere quando si trova con la ragazza. Ne è felice, ma sa che questo amore troverà molte difficoltà sulla sua strada, a causa delle differenze di ceto sociale


Prologo
La nave era immensa agli occhi di una bambina di sei anni. C’era una gran folla, Maria si aggrappava con tutte le sue forze alla mano di sua madre. Sapeva che stavano per intraprendere un lungo viaggio, ma stentava a capirne i motivi. Suo padre era poco più in la e stava dando indicazione a degli uomini per fargli caricare il loro bagaglio sulla nave. Lei e sua madre erano ferme in attesa, erano immobili rispetto al fiume di gente che si spostava intorno a loro. Maria era sempre stata curiosa, non poteva fare a meno di osservare le persone che le erano intorno. Ad un certo punto vide una bella carrozza avvicinarsi e fermarsi sulla banchina a pochi metri da loro. Doveva essere la carrozza di qualche nobile, era molto bella, tirata a lucido e portava dipinto sullo sportello lo stemma della casata. Il valletto, saltò giù dal sedile in un attimo e andò ad aprire la porta e tese una mano per aiutare i passeggeri ad uscire. Maria stava ingannando l’attesa guardando cosa stava accadendo. Uscì prima un uomo dall’aria arcigna e la bambina si sentì rabbrividire quando i loro occhi si incrociarono. Poi fu la vota di una bella donna bionda. Dietro di lei comparve una ragazzina che aveva più o meno la sua età, che scese e si fermò accanto alla donna. Per ultimo fece la sua comparsa un ragazzo, poteva avere dodici tredici anni, appoggiò la mano sulla porta della carrozza e si guardò intorno, con una espressione indecifrabile. Per pochi secondi il suo sguardo incontrò quello di Maria, ed entrambi si sentirono strani e quel senso di stranezza durò per del tempo, anche dopo che si persero nella folla.
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viconia
messagio 23 Dec 2004, 17:39
Messaggio #2


Milady Viconia McAliens
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Cap1

Dodici anni dopo
Era una splendida giornata, il sole alto in cielo, Maria si era svegliata con un umore molto allegro, un po’ sopra le righe rispetto agli altri giorni. Dopo aver riassettato la sua camera ed essersi resa presentabile, era scesa al piano di sotto, nella canonica per aiutare suo padre, il Reverendo De Luca.
Era giorno di festa, domenica, e come tutte le settimane, le toccava sistemare la chiesa prima dell’arrivo dei fedeli. Non era solo per questo che era felice, le faceva piacere essere d’aiuto al padre, ma c’era qualcos’altro, il suo piccolo segreto. Un segreto che teneva dentro di se già da un po’, il Conte Michael Guerin. Oggi sarebbe venuto anche lui alla funzione, ovviamente con la sua famiglia. Michael era il suo grande amore. Il loro era un amore segreto. Il Conte Hank Guerin non avrebbe visto di buon occhio il legame del suo unico figlio ed erede maschio con la figlia del pastore, perché, anche se erano benestanti, non possedevano un titolo nobiliare. Così il loro era un amore fatto di sguardi, di momenti e baci rubati, tutto tenuto doverosamente nascosto.
Lei aspettava la domenica, perché era sicura di poterlo incontrare, scambiare qualche frase anche se in presenza degli altri, per lo più convenevoli. La domenica era un punto fermo, poi per il resto dovevano affidarsi al fato o alla benevolenza divina. Maria sperava in qualcosa che potesse cambiare quella situazione, confidava in Michael che le aveva ripetuto più di una volta che avrebbe cercato un modo per sistemare tutto. Ma finchè non trovavano una soluzione dovevano stare attenti a non farsi scoprire, ecco perché i loro incontri erano sempre brevi, per la maggior parte delle volte, così se qualcuno li avesse scoperti, potevano dire di essersi incontrati per caso.
Maria era molto amica della sorella di Michael, Tess, lei era l’unica a conoscere il loro segreto e spesso faceva da tramite fra i due. Lei era il loro unico alleato, ed era avvantaggiata dal fatto che cantava nel coro della chiesa, con altre ragazze nobili del luogo.
Vivevano su di un isola abbastanza grande da contenere quattro cittadine, più piccoli villaggi sparsi nella folta foresta, ma quella in cui abitavano era l’unica dotata di un grosso porto e di un grande centro commerciale sulla zona del molo. Certo non era il posto adatto ad una ragazza per bene, perciò si teneva a distanza da quel luogo.
Maria ripensava alla sua vita nell’ultimo anno, sua madre era morta, una brutta influenza l’aveva portata via rapidamente ed era ancora molto triste per questo, ma per fortuna le restava ancora suo padre. Michael le era stato vicino e l’aveva aiutata a superare quel triste momento, anche se la malinconia di tanto in tanto faceva capolino e l’invadeva completamente. Smise di vagare con la mente quando aveva quasi finito di sistemare i libretti per la messa e Tess le si era avvicinata dicendole di andare sul retro. Era un messaggio di Michael, e lei ci andò subito.


Michael era sul retro della chiesa, appena smontato da cavallo, non gli piaceva spostarsi in carrozza con suo padre, sua madre e sua sorella. Si mise a scalciare i sassolini che erano a terra mentre aspettava Maria. Era stufo di quella situazione ed aveva deciso di parlare a suo padre, sapeva già di non avere alcuna speranza, ma doveva provarci, ed era anche pronto a rinunciare al suo titolo per la ragazza. Ma prima di fare tutto ciò voleva dirlo a lei, perché le conseguenze di quell’azione sarebbero gravate anche su Maria.
“Buongiorno Michael, come stai?” era arrivata, sua sorella era un’ottima alleata.
“Bene e tu?” si era voltato a guardarla, era bellissima con il vestito della domenica.
Per un attimo pensò a tutto ciò che avrebbe potuto comprarle se lei fosse diventata la sua Contessa, ma sapeva che non sarebbe stato così avrebbero vissuto come gente comune e non avrebbe potuto permettersi nulla di sfarzoso. “Bene” si guardò intorno e continuò “Non abbiamo molto tempo, la messa sta per iniziare, cosa volevi dirmi?”
“Ho preso una decisione, stasera a cena parlerò con mio padre di noi” Maria fu attraversata da un brivido, non ci poteva credere, avrebbe affrontato quell’orco di suo padre soltanto per lei. “Sei sicuro di ciò che fai? Non accetterà mai la nostra relazione”
“Lo so, ma non voglio più vederti di nascosto”
“Non lo voglio neanche io, ma se per colpa mia dovessi lasciare la tua famiglia, io … io ..aspettiamo ancora un po’ forse….”
“Maria, non cambierà idea, lo sai anche tu.”
“Mi dispiace”
“Non devi, dovrebbe dispiacersi lui per essere tanto ottuso. Domani ci incontriamo al solito posto nel pomeriggio, così ti racconterò com’è andata. Ora è meglio se rientri mentre lego il cavallo” Maria gli sfiorò il braccio con una mano e rientrò, avrebbe voluto abbracciarlo ma non poteva, e ciò la straziava. Sapeva che era inevitabile lo scontro con il Conte, avrebbe voluto essere d’aiuto a Michael, ma nessuno poteva esserlo. Da un lato forse dirlo era la soluzione migliore, almeno, nel bene o nel male avrebbero potuto incontrarsi. Rientrò e si sedette al solito posto. Mai come quella mattina si sentiva agitata e prestava poca attenzione alla cerimonia religiosa.


Michael era entrato in chiesa dopo qualche minuto e si era seduto al banco di famiglia. Era teso, avrebbe voluto parlare subito al suo arcigno padre, ma erano stati invitati a pranzo e doveva rimandare per forza a quella sera. Sarebbe stata una lunga attesa. Erano trascorsi quasi due anni da quando avevano iniziato a frequentarsi, si conoscevano da prima, ma lui aveva sempre provato qualcosa di più di una semplice amicizia per Maria. Ma i loro reali sentimenti si erano rivelati quando lui le era stato vicino quando era morta la madre della ragazza. E da allora non poteva più fare a meno di lei. Quando non riusciva a vederla, neanche per cinque minuti, non faceva altro che averla nella testa, nel cuore. Sentiva nella sua mente il suono della sua voce e delle sue risate.
Un lieve sorriso comparve sul suo volto leggermente tirato. Per lei valeva la pena di rinunciare a tutto ciò che aveva per diritto di nascita, perché lei era tutto ciò che voleva dalla vita. Un senso di pace e sicurezza lo invase, in un modo o nell’altro se la sarebbero cavata, la cosa importante era stare insieme alla luce del sole.
La messa finì, lentamente la chiesa si stava svuotando. Michael si girò un attimo per cercare Maria con lo sguardo e la trovò presso l’altare intenta a fissarlo. Lui fece un impercettibile gesto con la mano e lei gli sorrise di rimando. Quel gesto le diceva di non preoccuparsi e che l’amava. Avevano dei segni loro, così potevano comunicare anche a distanza. Maria si ritirò con suo padre, doveva preparare il pranzo e dare inizio a un giorno ed una notte d’attesa.


Il pranzo era stato di una noia mortale, tutti ricconi titolati che non facevano altro che vantarsi dei loro ultimi acquisti, delle ultime vacanze e di altre cose futili. Ma lo scopo principale di queste riunioni era quello di combinare matrimoni. Le figlie dei nobili in età da marito erano messe in bella mostra, come se fossero nella vetrina di un negozio di gioielli. Lui odiava tutto questo, odiava anche il modo in cui i suoi genitori mettevano in mostra sua sorella, già, perché lei non era immune a questo assurdo rituale. E poi c’erano le nobildonne che cercavano di affibbiargli le loro figliole. Era ritenuto un ottimo partito, ciò lo seccava molto, non provava alcun interesse per quelle stupide ragazzine senza cervello. Lui desiderava ardentemente accanto una donna diversa, ed aveva trovato in Maria ogni cosa che bramava. Era già pomeriggio inoltrato quando riuscirono ad avviarsi verso casa, lui con il suo cavallo e la sua famiglia in carrozza. Arrivò per primo a casa e si diresse nel salottino, si versò un bicchiere di liquore ed attese l’arrivo di suo padre.
Il momento era giunto, era tardi e di sicuro non ci sarebbe stata nessuna cena., Tess e sua madre si sarebbero ritirate nelle loro stanze, mentre suo padre avrebbe preso un libro e avrebbe letto fino a tardi proprio nella poltrona che era li accanto al carrello dei liquori. Tutto prevedibile, tutto scandito sempre con lo stesso ritmo.
Ecco il rumore della porta d’ingresso, era stata appena chiusa e si avvicinava un leggero vociare, voci familiari. Michael chiuse gli occhi per un attimo, come se volesse stamparle nella sua mente. Poteva essere l’ultima volta che le udiva, e molto probabilmente così sarebbe stato.
“Michael, tesoro, sono stanca, mi ritiro in camera.” Si voltò ed aveva sua madre alle sue spalle. “Buona notte madre” e le diede un bacio sulla guancia. La donna lo osservò per un attimo, suo figlio non era mai stato un chiacchierone, era molto riservato ed imperscrutabile, sembrava tutto normale, ma lei aveva avvertito qualcosa. Si, c’era proprio qualcosa di strano che aleggiava nell’aria. “Figliolo va tutto bene?” non poteva non chiederlo, era suo figlio e lei lo amava terribilmente. “Si, madre, riposati, ci vediamo domani per colazione” non era convinta, ma uscì dalla stanza lasciandolo da solo, in quell’angolo della casa. Michael si sedette su una poltrona e rigirando il bicchiere nella sua mano attese l’arrivo di suo padre. L’uomo entrò, si era cambiato ed aveva indossato la giacca da camera ed aveva un libro in mano. Scontato. Si versò da bere e prese posto sull’altra poltrona libera.
“Padre dovrei parlarvi” esordì Michael con un tono secco e deciso, che turbò non poco l’austero genitore, ma il Conte si impose di restare calmo, qualunque cosa suo figlio avesse da dirgli.
Michael era una testa calda quando si innervosiva. Lo aveva osservato nei giorni precedenti ed anche quel pomeriggio, il ragazzo era assente, molto meno partecipe del solito alle vicende familiari, c’era qualcosa che lo preoccupava o che aveva rapito la sua attenzione. Aveva il sospetto che si trattasse di una donna. “Dimmi pure, ti ascolto” Michael rimase sorpreso dall’apparente tranquillità ed attenzione di suo padre. Dov’era finito il suo burbero genitore? A cosa doveva tale disponibilità nei suoi confronti? Era sicuro che lo avrebbe scoperto.
“E’ una questione che mi sta molto a cuore, si tratta di Maria De Luca, la figlia del pastore” Il vecchio Conte ebbe un sussulto a sentire quel nome, ma si impose di non reagire. La ragazza era molto bella ed anche ben educata, ma anche molto al disotto del loro rango, non poteva permettere che suo figlio, il figlio di un Conte, di frequentare o peggio di imparentarsi con persone senza titolo. Aveva dei progetti più ambiziosi per lui, ma non glieli aveva ancora accennati.
Michael attese un segno da suo padre, ma visto che non arrivava, continuò “So che non ha un titolo nobiliare, ma a me non interessa, è mia intenzione chiedere la sua mano al Reverendo, ma prima volevo mettervi a conoscenza delle mie intenzioni” Ecco, il ragazzo non gli chiedeva il permesso, lo metteva solo a conoscenza della stupidaggine che stava per compiere. Rigirò il bicchiere fra le mani osservando il movimento del liquido denso che era contenuto in esso, e nel frattempo pensò a cosa rispondergli. “Quando hai intenzione di parlare con il Reverendo De Luca?”
Michael si aspettava una furiosa reazione del padre, e stentava a credere alla tranquillità dell’uomo che aveva di fronte. Qualcosa non quadrava, o forse l’uomo era troppo stanco per controbattere?
“Domani sera” Bene, pensò il Conte, aveva tempo per porre rimedio a quella situazione, nel frattempo avrebbe fatto credere a suo figlio di non condividere la sua scelta, il che era vero, ma di accettarla come la decisione di un uomo che sa cosa sta facendo.
“Sono sempre dell’opinione che i nobili debbano trovare i loro compagni nel loro ambiente. Ma credo anche che tu sia in grado di decidere da solo della tua vita. Non approvo la tua decisione, ma la rispetto. Se è lei che vuoi, sei libero di sposarla” Michael rimase ancora di più interdetto, dopo qualche istante si alzò, posò il suo bicchiere. “Grazie padre, buonanotte”
“Buonanotte figliolo” rimasto solo, iniziò a delineare nella sua mente un piano per sistemare tutto. E pensò a varie soluzioni, finchè non trovò ciò che faceva al caso suo. C’era solo un modo per evitare che suo figlio chiedesse la mano della ragazza, avrebbe sistemato tutto il mattino seguente. Tranquillo di ciò, iniziò a leggere il libro.
La chiacchierata con Michael era stata solo un insignificante contrattempo ai suoi piani.


Il Conte usci di casa di buon ora per recarsi dalla sua tenuta al molo. Li aveva degli affari in corso, ma la cosa più importante era impedire a suo figlio di sposare una popolana. Aveva tenuto per se tutto ciò che Michael gli aveva confidato, non era il caso di allarmare sua moglie inutilmente. Era uscito mentre tutti gli altri stavano ancora dormendo e con un pizzico di fortuna nessuno si sarebbe accorto della sua assenza.
Michael aveva riposato come non mai quella notte. Tutte le tensioni accumulate si erano dissolte in un attimo. Si sentiva felice e pieno di vita. Non vedeva l’ora di incontrare Maria per darle la lieta notizia. Ma doveva aspettare il pomeriggio, quando lui usciva per la sua solita cavalcata, e lei a fare due passi come ogni giorno. Quella sera poi avrebbe parlato con il Reverendo De Luca, e poi avrebbe dato la notizia a sua madre ed a sua sorella.


Era arrivato il momento, aveva salutato suo padre ed era uscita come tutti i pomeriggi. Era sicura di avere un orribile aspetto, non aveva chiuso occhio per tutta la notte. Ed ora camminava, non con il suo solito passo, ma con una andatura più veloce. Raggiunse quasi subito la collinetta dove avevano appuntamento, lui era già li, le dava le spalle, mentre osservava il suo cavallo pascolare libero e brucare l’erba. Fu talmente silenziosa che lui si rese conto della sua presenza soltanto quando le fu di fronte. Il viso di Michael era serio. “E’ andata male, vero?” lui alzò lo sguardo su di lei, era pallida e tesa, sicuramente si era torturata durante tutta l’attesa, ed ora continuava a farlo tartassandosi le mani.
Allungò le braccia e l’attirò a se. “Maria … a volte, sai… le cose non vanno proprio come le avevamo immaginate…” L’alzò in aria “Non ha sollevato obiezioni, stasera chiederò la tua mano a tuo padre” Maria sgranò gli occhi “ Non ci posso credere, non stai scherzando… perché se è così mio caro Conte o non Conte, me la paghi”
“Non potrei scherzare su noi due” ora si era fatto serio, lei lo sapeva, non avrebbe mentito su una cosa tanto importante. “Scusa se ho dubitato, ma non era ciò che mi aspettavo. Cioè .. era così altamente improbabile che tuo padre non ci contrastasse che non avevo proprio preso in considerazione che …..”
Eccola che incominciava a parlare a raffica. Lui sorrise e la zittì con un bacio. Ormai era inutile parlarne, avevano superato fin troppo facilmente quell’ostacolo che gli sembrava insormontabile. Si separarono per riprendere fiato, si sedettero a terra e rimasero li fermi, abbracciati, finchè non arrivò il momento di separarsi. Maria doveva presenziare alle prove del coro, lei suonava il pianoforte. Non vedeva l’ora di incontrare Tess e di parlarle di ciò che era accaduto quel pomeriggio, ma forse l’amica era già al corrente di come si stava evolvendo la situazione. Era raggiante, felice, sopra le righe, tanto che percorse tutto il tragitto fino a casa canticchiando e fermandosi di tanto in tanto a raccogliere qualche fiore. Li avrebbe messi in camera sua.
Michael legò il cavallo ad un ramo e seguì Maria a debita distanza, voleva assicurarsi che non le fosse accaduto niente. Lei non lo sapeva, ma il ragazzo la seguiva ogni volta che si lasciavano e poi ritornava indietro a prendere la sua cavalcatura e tornava alla sua residenza. Sorrideva fra se e se, perché anche da qualche metro più indietro sentiva la ragazza cantare. Lei era sempre allegra, ma quel pomeriggio sembrava esserlo ancora di più. Finito il suo compito di scorta, tornò indietro e indietro ancora fino a casa. C’era ancora qualche ora da spendere in qualche modo prima di recarsi di nuovo in paese. Decise di parlare con sua madre, voleva farlo quella sera a cena, ma qualcosa gli diceva di parlarle ora che suo padre non era alla tenuta. Sicuramente Maria avrebbe raccontato tutto a Tess, e poi sua sorella lo avrebbe riempito di domande.
Non era necessario chiamare un domestico per farsi annunciare, con sua madre quelle formalità erano superflue. Sua madre era molto simile a lui, nel carattere. Bussò alla porta della sua stanza e poi entrò. Lei era li, seduta sulla sua poltrona preferita a ricamare. “Ciao tesoro, volevi qualcosa?” disse la donna posando il lavoro sul tavolinetto ai suoi piedi e prestando attenzione al figlio. “Madre, volevo parlarvi di una decisione che ho preso. Stasera quando mi recherò in paese a prendere Tess, ho intenzione di parlare con il Reverendo De Luca, per chiederli la mano di Maria” Il volto della donna era impassibile, e sembrava soppesare le parole del figlio. “Ne hai discusso con tuo padre?”
“Ieri sera, e non ha sollevato obiezioni” La Contessa si accigliò non poco “Mi sembra così strano”.
“Si, è parso strano anche a me, ma non ero venuto a parlarvi delle stranezze di mio padre”.
“Maria mi piace, non è solo bella, ma anche molto educata ed intelligente, e sono convinta che sarete molto felici insieme.”
“Madre c’è qualcosa di strano nella vostra voce”
“Michael, la reazione di tuo padre non mi piace. Stai … state attenti”
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italianchocolate
messagio 23 Dec 2004, 18:57
Messaggio #3


I lived upon a creek
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Dorothy
messagio 23 Dec 2004, 20:44
Messaggio #4


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Messaggio modificato da Dorothy il 23 Dec 2004, 20:44
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sylvia
messagio 23 Dec 2004, 21:09
Messaggio #5


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erika.44
messagio 23 Dec 2004, 22:55
Messaggio #6


"Damnit, Lyla"
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Ora DEVO sapere cosa ha escogitato il padre di Michael per tenerlo lontano da Maria..... (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/-_-.gif)
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Claire Sinclair
messagio 24 Dec 2004, 09:19
Messaggio #7


Highlanders do it better

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sylvia
messagio 24 Dec 2004, 10:36
Messaggio #8


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bella (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/wub.gif) mi piacciono queste storie per così dire "in costume"
ma sono pronta a combattere il padre di Michael (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/bruce.gif)
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SeLy87
messagio 27 Dec 2004, 10:13
Messaggio #9


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Juliet
messagio 30 Dec 2004, 15:06
Messaggio #10


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