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> [roswell] M&M *completa*, post 3s m/m c/c - a volte POV
viconia
messagio 2 Oct 2005, 16:00
Messaggio #1


Milady Viconia McAliens
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Ho rispolverato dalla soffitta questa ff... è la prima che ho scritto, è pessima è scritta una schifezza (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/pinch.gif)
ora chiderete come mai la sto ripostando.... bè non lo so (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/pinch.gif)



Parte 1

Eccomi qui. Fra poco sentirò chiamare il mio nome e quello di John, che è qui accanto a me.
Lui sarà sicuramente in sala. La mia tensione aumenta al solo pensiero, la presentazione del nostro nuovo disco unita alla alla possibilità di rivederlo…. credo che fra poco avrò un attacco di panico.
Sono passate ormai 3 settimane da quando abbiamo litigato, non una delle solite liti, a quelle ci eravamo abituati entrambi. Forse in apparenza poteva sembrare una piccola divergenza, ma invece non lo era, ha creato una frattura ben più grande.
Da quando sono andata via i giorni sono volati; ci siamo incrociati spesso negli studi di registrazione dove io e John stavamo sistemando le ultime canzoni.
Non potevo evitarlo, è il nostro manager. Lui non mi parla, non mi guarda, più è come se io non esistessi, la cosa mi ha infastidita fin dall’inizio, ma sapevo che stava male almeno quanto me, ormai lo conosco bene, oppure no, forse mi illudo che fosse così.
Desideravo ardentemente che lui soffrisse, perché se così non fosse, avrei vissuto in un’illusione per molto tempo.
Io invece cercavo si tenermi occupata il più possibile, cercavo di camuffare dietro una finta allegria il mio dolore. Dolore, forse è una parola troppo riduttiva per racchiudere cosa sto provando, se solo non fossi un personaggio pubblico, forse potrei lasciarmi andare alla depressione, ma non posso. Posso stare male solo lontano dai riflettori.
In questo momento posso solo sorridere anche se la mia anima muore lentamente ogni secondo che gli sono lontana. Non credevo che la lontananza di qualcuno potesse farmi così male.
Sento una voce da lontano che ci avvisa di tenerci pronti, fra poco toccherà a noi, sono tesissima, anche perché John mi ha appena detto che è in sala, è qui con una nostra amica.
Spero solo di riuscire a cantare, sono solo 3 canzoni in fondo, ho resistito a tour massacranti. Cerco di farmi forza, anche perché le canzoni di questo disco sono cover, io e John cantiamo insieme da qualche anno e siamo un duo molto affiatato. Poi canto una canzone da solista. L’ho inserita pochi giorni prima del cd definitivo, forse per farmi male ancora, forse perché rispecchia il mio stato d’animo attuale, forse perché me l’ha suggerito John…
Ma chi voglio prendere in giro? L’ho scelta principalmente per dedicarla a lui.
Vorrei tanto che gli arrivasse il mio messaggio, che per una volta riuscisse a sciogliere il ghiaccio in cui ultimamente ha rinchiuso il suo cuore. John è convinto che tutto si risolverà per il meglio. Se non ci fosse stato John non so cosa avrei fatto, ha ragione lui mi sto distruggendo senza far niente, questa sera mi gioco il tutto per tutto, è l’ultimo tentativo, e se dovesse andare male, so già cosa fare.
Ecco ci stanno chiamando, saliamo su questo palco creato nella sala stampa della casa discografica. Guardo John, mi prende la mano e la stringe, cercando di infondermi forza, calma e sicurezza.
I flash dei fotografi sono così forti da impedirmi di vedere i volti delle persone presenti in sala. E tutto buio e noi siamo in piena luce.
Dopo una breve presentazione di Kenny, il proprietario della casa discografica, parte la base ed iniziamo a cantare le prime due canzoni.
Ho il cuore in gola, ora tocca a me, ce la farò?
John prende il microfono e dice ” Ora ascolterete l’ultima canzone della presentazione, è stata aggiunta nel disco solo pochi giorni fa, ci piaceva l’idea di inserire un brano delicato, dolce, ma triste; Ascoltatela con attenzione, sono sicuro che la riconoscerete fin dalle prime note, e la voce di Maria riuscirà a farvi provare forti emozioni.” John mi da una pacca sulla spalla e mi dice “in bocca al lupo”.
Mi faccio avanti e inizio a cantare……..

I am thinking of you
I’m my sleepless solitude tonight
If it’is wrong to love you
Them my heart just won’t let me be right
‘cause I’ve dreamed in you
and I wan’t pull through
without you by my side


I’d give my all to have
Just one more night with you
I’d risk my life to feel
Your body next to mine
‘ cause I’cant go on
living in yhe memory of our song
I’d give my all for your lovre tonight

Non so cosa mi sia preso, continuando a cantare, sono scesa dal palco, mi sono diretta al centro della sala. L’ho cercato, ho incontrato i suoi occhi. Freddi come al solito, ha sostenuto il mio sguardo, come mi aspettavo.

Baby can you feel me
Imagining I’ looking in your eyes
I’ can see you dearly
Vividly emblazoned in my mind
And yet you’re so far
Like a distant star
I’m wishing on tonight

I fotografi stavano scattando altre fotografie.
Guardando l’espressione tirata del suo volto, ho provato una stretta allo stomaco. Possibile che sentirmi cantare gli provoca fastidio? Non ci posso credere, non mi aspettavo che mi corresse incontro, sapevo che non lo avrebbe mai fatto. Ma avrei voluto almeno vedere un viso più rilassato. Invece sembra arrabbiato.
Lo sconforto mi assale.
Lo sapevo, non è stata una buona idea, ho peggiorato le cose.
Ma forse non c’era niente da recuperare, forse è stato tutto un’illusione fin dall’inizio.

I’d give my all to have
Just one more night with you
I’d risk my life to feel
Your body next to mine
‘ cause I’cant go on
living in yhe memory of our song
I’d give my all for your lovre tonight

Posso solo risalire sul palco e finire questa canzone, anche se ho voglia di scappare, ma non posso, non lo posso fare, butterei via il lavoro di tante persone ed anche quel poco di dignità che mi resta.
Sono morta dentro, il suo sguardo mi ha fulminato, e poi dicono che non si muore per amore, forse chi lo afferma, non ha mai provato ciò che invade la mia anima, il mio cuore, il mio corpo in questo momento.

I’d give my all to have
Just one more night with you
I’d risk my life to feel
Your body next to mine
‘ cause I’cant go on
living in yhe memory of our song
I’d give my all for your lovre tonight
Give my all for your love
Tonight

Sento applaudire, voglio solo sparire. Mi sento toccare un braccio, per un attimo spero, mi giro è John.
Gli basta guardarmi per capire cosa mi sta succedendo. Mi trascina lontano da occhi indiscreti.
Sento le lacrime scendere lungo le mie guance. John mi abbraccia cercando di confortarmi, dopo un po’ dico che non ce la faccio a sostenere una conferenza stampa, che voglio solo ritornare in albergo, che voglio dormire e non pensare più a niente e farla finita con questa storia.
Mi guarda stranito e mi dice “Vai pure, inventerò io una scusa. Mi raccomando non fare stupidaggini; sarà anche andata male stasera, ma io resto sempre della mia opinione, prima o poi ritornerà da te.”
“forse in un’altra vita, ma di sicuro non in questa”
Avrei voluto tanto credergli. Ho chiamato un taxi per ritornare in albergo.


*
Nella casa discografica, tutti attendevano il duo M&J, per concludere la serata con altre delle foto e per intervistarli.
Kenny intratteneva alcuni giornalisti. Michael e Isabel erano seduti, stavano in silenzio. Videro John avvicinarsi, fermasi e rivolgersi a loro.
“Abbiamo un problema, Maria è andata via, dobbiamo trovare una scusa plausibile per la sua assenza” John aveva sottolineato l’accaduto principalmente per stuzzicare Michael, in fondo la sua amica soffriva per colpa sua, e lui era il loro manager e gli spettava risolvere il problema.
“Ci mancava solo questo. Una cantante capricciosa.” Rispose Michael
Il viso di John cambiò espressione, senza alzare la voce ma molto risentito gli rispose:
“ Sai meglio di me che non si tratta solo di capricci, dovresti conoscerla meglio di me; ma forse mi sbaglio, tu non la conosci affatto, non hai mai capito niente di lei in tutto il tempo che siete stati insieme; tu non l’hai vista dietro al palco, io si. Spero solo che non faccia una stupidaggine. Non l’ho mai vista così sconvolta, appena finiamo qui vado a controllare che stia bene. Forse ho sbagliato a lasciarla andare via da sola, ma non posso assentarmi anche io dalla conferenza stampa.” Si girò e iniziò a camminare. Isabel saltò dalla sedia e lo fermò.
“John, mi vuoi spiegare cosa sta succedendo? Perché te la prendi con Michael? Maria forse ti ha detto qualcosa? Lo sai che è mia amica, cosa pensi possa succedere?”
“ Isabel, Maria da quando ha litigato con lui” indicando Michael “si comporta stranamente, sul lavoro è scrupolosa come sempre, ma appena esce da questo edificio, sfido chiunque a riconoscerla. Due sere fa sono passato in albergo per vedere come stava. Era ubriaca. Ce ne ho messo per farle passare la sbronza, ed ho scoperto che non era la prima sera che rientrando in camera si attaccava ad una bottiglia. Ho cercato di consolarla, ed ho avuto una stupida idea, lei mi ha ascoltato, ma non ha ottenuto buoni risultati.”
Isabel e Michael si guardarono. John continuò “ le ho suggerito io di inserire “my all” nel disco, e di cantarla stasera, di cantarla per Michael. Quando ha finito di cantare, stava singhiozzando, ed è andata via.”
“E secondo te potrebbe compiere qualche gesto folle?” disse Isabel
“Non lo so, ma ho un brutto presentimento, è stravolta, e se dovesse bere troppo, non credo sia in grado di controllarsi, purtroppo io non posso muovermi, già è complicato spiegare la sua assenza. Ho provato a chiamarla sul cellulare, ma è spento. Sicuramente non è ancora arrivata in albergo. Non mi sento tranquillo, lo sai che le voglio bene, lei è come una sorella per me, non potrei sopportare che le accadesse qualcosa. Ti prego Isabel almeno vai tu, non saprei a chi chiedere.”
“Ok ci vado subito, chiamo anche Max e Liz, loro sono più vicini, arriveranno sicuramente prima di me”
“Non so come ringraziarti”
“Non ce ne bisogno anche io tengo a lei.Michael ti spiace se ti la….”
Si rese conto di parlare da sola, Michael non c’era.
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italianchocolate
messagio 2 Oct 2005, 16:27
Messaggio #2


I lived upon a creek
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Io la adoro!!!!
Hai fatto bene a ripostarla....
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stella
messagio 2 Oct 2005, 16:36
Messaggio #3


Un Cecoslovacco a Roswell
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le prime ff sn sempre qll ke ci stanno + a cuore e ke ci innervosiscono di +.
a me piace (cm tutte le altre).
1 domanda ma è finita? xkè se è così spero di vedere nuove parti a breve termine.
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viconia
messagio 2 Oct 2005, 17:30
Messaggio #4


Milady Viconia McAliens
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si è completa (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/original.gif) ... ed è anche stata ripudiata + volte dalla sottoscritta (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/pinch.gif)
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Juliet
messagio 2 Oct 2005, 17:44
Messaggio #5


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CITAZIONE
Ho rispolverato dalla soffitta questa ff... è la prima che ho scritto, è pessima è scritta una schifezza 
ora chiderete come mai la sto ripostando.... bè non lo so


(IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/lol.gif) Direi che questa analisi è piena di autostima...

A me era piaciuta quando l'ho letta, e torno a rileggerla con molto piacere (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/^_^.gif) e poi... Fa bene ogni tanto tornare "alle origini" (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/occhiolino_gloria.gif)
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Claire Sinclair
messagio 3 Oct 2005, 08:49
Messaggio #6


Highlanders do it better

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a me è piaciuta molto Gemy (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/wub.gif)
l'ho trovata 'istintiva' e 'sentita' (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/^_^.gif) ... nn ridete per favore (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/-_-.gif)

(IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/ROTFL.gif)
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ylenia
messagio 3 Oct 2005, 11:38
Messaggio #7


Welcome to the dark side
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magnifica anche questa di Fanfiction non vedo l'ora di leggere altri capitoli....tanto già so che Michael è corso da Maria (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/tongue.gif) (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/tongue.gif) (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/tongue.gif) (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/tongue.gif) speriamo che Maria non ha fatto niente di pazzo (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/sad.gif) (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/sad.gif) (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/sad.gif) (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/sad.gif)
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viconia
messagio 3 Oct 2005, 12:00
Messaggio #8


Milady Viconia McAliens
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ciao ylenia son felice di vederti qui (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/original.gif)
ci sono tante storie molto molto più belle di questa postate sul forum, buona ricerca, se hai difficoltà mandami un pm (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/occhiolino_gloria.gif)
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*Shirley*
messagio 3 Oct 2005, 12:43
Messaggio #9


Cuore Azzurro
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Hai fatto benissimo a ripostarla, così chi non l'ha mai letta come me ad esempio, ha la possibilità di farlo adesso, l'inizio mi piace molto e sono già in ansia per il prossimo capitolo.

Messaggio modificato da *Shirley* il 26 Nov 2005, 21:04
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viconia
messagio 3 Oct 2005, 13:55
Messaggio #10


Milady Viconia McAliens
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visto che è completa, ne posto una parte al giorno, troverete un pò di errori vari perchè il file definitivo è andato perso qnd mi si è rotto l'HD (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/-_-.gif)


Parte 2

*
Maria era arriva a destinazione, aveva pagato la corsa ed era entrata in albergo. Un bell’albergo, molto lussuoso e ricercato nei particolari. Da quando aveva litigato con Michael, quella era diventata la sua casa. Mentre si avviava all’ascensore sentì una voce da dietro le spalle.
“Buona sera Stella, come è andata la serata? “ era il direttore. Maria viveva in una suite, erano diventati amici e lui scherzosamente la chiamava Stella.
“Buonasera a lei, ma non ci sono stelle, non stasera”
“Maria, perché questo tono, perché queste parole, cosa ti è successo?”
“Sa, quella cosa che dovevo fare? “
“Si, ho capito a cosa ti riferisci. Non è andata come speravi?”
“Peggio di così non poteva andare”
“Mi dispiace, vuoi raccontarmi cosa è successo?”
“Non mi va di parlarne ora.”
“Maria ricorda che non sempre le cose sono come le vediamo. Sicuramente domani le vedrai in modo diverso”
Gli fece un lieve sorriso, e pensò che per lei non c’era un domani, non senza Michael.

*
“Liz, ciao, sono Isabel, sono in una taxi, sto andando da Maria, io ci metterò un po’ c’è traffico. Per piacere potete andare li tu e Max? John pensa che potrebbe fare una stupidaggine, ti spiego tutto quando arrivo, ma vi prego fate presto.”
Il tassista guadava con curiosità dallo specchietto retrovisore.
Isabel se ne accorse e gli disse “ Visto che ha sentito la mia telefonata, ha capito che ho fretta, quindi invece di guardarmi faccia presto".

*
Casa discografica
I giornalisti sono in fermento, hanno aspettato tanto e sono delusi. Kenny ha dovuto dire loro che Maria aveva una forte influenza e che pur stando male era riuscita a cantare, ma essendo molto stanca si era ritirata prima della conferenza stampa. Kenny, prima di far parlare John con i giornalisti, lo bloccò dicendogli “domani voglio una spiegazione plausibile del perché tu hai quella faccia, della fuga di Maria e del perché ho visto Michael sparire mentre parlavi con Isabel.”
John lo guardò e proseguì senza rispondergli.



*
Maria era nella suite, seduta su una poltroncina. Visibilmente stravolta, un bicchiere di liquore in mano, la bottiglia sul tavolino ai suoi piedi. Nell’altra mano una foto. Lei, lui e la loro bambina. Visi felici, mentre le lacrime distorcevano l’immagine. Pensò che quello era il momento più brutto della sua vita. Bevve un altro bicchiere, non le piaceva quel liquore, non le piaceva l’alcool in genere, ma la stonava a tal punto da farla quasi sentire meglio. Si alzò, andò verso lo specchio, uno specchio grande, più grande di lei. Si stava guardando, si faceva pena, come si era ridotta, per cosa poi, per un uomo. Un uomo che amava, che aveva sempre amato fin da ragazzina. La loro storia non era mai stata tranquilla, si erano lasciati un’infinità di volte, ma erano sempre ritornati insieme. Neanche le grosse difficoltà sopraggiunte dopo la rapida fuga da Roswell, ai tempi del diploma aveva avuto un influenza negativa sul loro rapporto, anzi lo aveva rafforzato. Non ricordava il perché ora si trovavano in questa situazione, forse avevano avuto una discussione per motivi di lavoro, ma non ne era sicura, forse aveva bevuto troppo, si forse era l’alcool a confonderle le idee, i ricordi. L’unica cosa che ricordava erano le loro grida, si erano detti di tutto, ma la cosa che più le bruciava dentro era lo schiaffo che aveva ricevuto. Si specchiava, iniziò a ridere, una risata isterica. Tirò il bicchiere, con tutta la rabbia che aveva in corpo, e lo specchio si ruppe in tanti pezzi. Si abbassò e ne raccolse uno. Se lo rotolava fra le mani. Tristi pensieri attraversavano la sua mente, finché non sentì bussare alla sua porta. Non rispose, non voleva essere disturbata, voleva stare sola.
“Maria apri, lo so che ci sei.”
Era lui. Cosa ci faceva li?
“Va via, voglio stare sola”
“Voglio sapere se stai bene”
“Sto bene”
“Apri” disse alterandosi, ma non ottenne risposta.
“Apri o entro lo stesso”
Maria non aprì e non rispose, ma sapeva che sarebbe entrato, tanto gli bastava appoggiare una mano sulla maniglia per aprirla. Infatti due secondi dopo Michael era di fronte a lei. Lui fece per avvicinarsi. Lei indietreggiò
“Perché sei qui? Cosa vuoi? “
Lui fece un passo verso di lei.
“Non ti avvicinare” gli intimò, alzando verso di lui il pezzo di vetro che aveva in mano.
Michael si fermò e le guardava, era sconvolta. Non sapeva cosa fare, non era bravo con le parole, e in quel momento dire qualcosa di sbagliato sarebbe stato pericoloso. Si voltò di lato e vide lo specchio a terra.
“Sei stata tu a romperlo?”
“No, si è rotto da solo quando mi ci sono specchiata dentro. Vai via, ti sei assicurato che respiro ancora. Ti ha mandato John a controllarmi?”
“Non mi ha mandato nessuno”
“E dovrei crederti? Sono settimane che mi eviti e non mi parli e proprio stasera hai pensato di farmi una visita? Ho da fare, lasciami sola.”
Lui l’ascoltava, ma non parlava, gli faceva una strano effetto vederla così. Era ancora arrabbiato con lei, non aveva ancora digerito le cose che si erano detti l’ultima volta che avevano parlato, anzi litigato. Però l’amava, Dio solo sapeva quanto l’amava e di quanto avesse bisogno di lei. Non poteva vederla in quello stato, non poteva lasciarla sola in quel momento, aveva bevuto troppo, sragionava, ma perché finivano sempre per farsi del male?
“Mi hai sentito? Michael? Voglio restare sola”
Lui ricominciò a camminare, verso di lei. Maria iniziò a singhiozzare e ad indietreggiare e gli disse: ”Addio” poi si tagliò un polso.
“Mariaaaaa” Michael le corse incontro le tolse il vetro dalla mano, ebbero una piccola colluttazione e caddero a terra.

*
Liz e Max stavano camminando nel corridoio, quando sentirono Michael gridare il nome di Maria. Corsero vicino alla porta, era chiusa. Max l’apri ed entrarono. Videro due corpi stesi a terra, Michael era steso a pancia sotto, Maria era accanto a lui, era svenuta. La mano di Michael le stringeva un polso che sanguinava visibilmente.
Max si avvicinò al braccio di Maria, e guarì la ferita, la alzò da terra e la poggiò sul letto. Liz diede una scrollata a Michael cercando di farlo alzare, ma si accorse che non era cosciente.
“Mio Dio! Max corri qui” urlò Liz.
Max sgranò gli occhi. Michael aveva un pezzo di vetro conficcato nello stomaco.
“Michael, Michael” Max lo chiamava inutilmente, non rispondeva. Tolse il vetro, impose la mano per fermare l’emorragia.
Max iniziò a sudare visibilmente, era stremato, aveva già richiuso la ferita di Maria, e quella di Michael era molto grave. Isabel comparve alle loro spalle, si prese il volto fra le mani.
Dopo pochi minuti, che gli sembrarono un’eternità, Max si fermò.
“Non riesco a sanare del tutto la ferita, sono troppo stanco, ma è fuori pericolo, l’emorragia si è fermata”
Liz andò a prendere la cassetta del pronto soccorso.
Isabel era sconvolta riuscì appena a sussurrare “Avete visto cosa è successo?”
“Quando siamo arrivati erano stesi a terra Maria era ferita ad un polso, l’ho curata e dopo ci siamo resi conto che anche Michael era ferito, erano svenuti entrambi. Dobbiamo aspettare che ritornino coscienti per saper qualcosa”
Facendo molta attenzione, medicarono la ferita di Michael e lo poggiarono sul letto accanto a Maria.
“Max dovremmo andare a prendere la bambina” disse Liz
“Ragazzi non vi preoccupate resto io qui” disse Isabel
“Ok sorellina, torniamo prima possibile”
Max e Liz uscirono. Isabel sistemò lo specchio con i suoi poteri. Sentì bussare la porta. Era John. Appannò la porta della camera da letto e si sedettero nel salottino.
“Come stanno?”
“John, Maria sta bene, Max l’ha guarita, aveva una ferita a un polso. Michael ha una ferita allo stomaco, non del tutto sanata, ma non dovrebbe essere in pericolo.”
“ Come mai sei sola?”
“ Max e Liz sono andati a prendere la figlia di quei due pazzi, che avevano lasciato alla loro vicina per correre qui”
“Sai cosa è successo?”
“No, ma non mi spiego come ha fatto Michael ad arrivare qui prima di tutti, io non pensavo di trovarlo qui. Sai questa volta credevo che fra loro fosse realmente finita”
“Con la moto ha potuto evitare il traffico. A quanto pare avevo ragione su tutto”
“Cosa intendi?”
“Maria realmente voleva suicidarsi, una ferita al polso, voleva tagliarsi le vene. E poi lui non sarebbe corso qui, non si sarebbe preoccupato tanto se lei non era importante. Io credo che si amino ancora, prima o poi faranno pace”
“John, io li conosco da tanto, sono un caso disperato, non so più cosa pensare.”
“Ti credo, sono fuori da qualunque schema, da qualunque logica. Domani mattina a quanto pare gli faremo un bel terzo grado”
“Forse a Maria, Michael sicuramente ci manda a quel paese e il suo umore non migliorerà quando scoprirà che deve stare per un bel po’ a riposo, finché non guarisce”
“Ma Max appena si riposa, non potrebbe guarirlo?”
“Potrebbe. Se vogliamo che tornino insieme dobbiamo lasciarli qui a scannarsi da soli” disse lanciandogli un occhiata d’intesa, ma Jhon era scettico al riguardo.
“Isabel tu credi?”
“Fidati se non si sono chiariti stasera, e domani li separiamo, chi sa quando avranno un’altra occasione.”
Mentre Isabel e John continuavano la loro chiacchierata, Liz e Max erano ritornati e avevano sistemato Julie sul divano.
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