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> [roswell] C'era una volta.... parti 1-12, m/m,Au,c/c vm18 coll. con Jennina e Gemy
viconia
messagio 28 Jan 2005, 12:06
Messaggio #1


Milady Viconia McAliens
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Genere:
Io e Jennina avevamo iniziato a scrivere qst ff tanto tempo fa, poi abbiamo smesso. La sto continuando, perchè vorrei vederla finita e prima o poi lo sarà.
Dopo un duplice funerale, del mio e del sui pc era andata persa, ma son riuscita a recuperarla, sia le parti che avevamo già postato, che quelle in progress.
E' principalemente un ff Candy, ma lascia un pò di spazio anche alle altre coppie (Maz e Liz, Isabel e Alex), chiedo venia ai sostenitori delle altre 2 coppie, per due ovvi motivi: 1) perchè so di non essere all'altezza di scrivere scene dreamer e stargazer come i loro sostenitori 2) perchè probabilmente non avrenno tantissimo spazio come i miei Michael e Maria.
Detto questo vi lascio alla lettura, sempre se ne avete voglia.
Ps... è una delle prime cose che sia io che Jennina abbiamo scritto, qnd siate buone



C'era una volta - parti 1-3

Tanto tanto tempo fa, in un regno immerso nel verde, una carrozza stava attraversando il sentiero nella foresta. Quattro soldati capeggiati da un ufficiale, più sei soldati come retroguardia, fanno da scorta alla vettura. Sui laterali in rilievo i simboli della casa reale.
A bordo di essa quattro persone. Il sovrano, un uomo di circa cinquant’anni, alto, robusto, sguardo duro, espressione tirata. Se non fosse stato il re del luogo, avrebbe tranquillamente potuto essere il capobanda di un gruppo di briganti. Il principe, un bel ragazzo, un’imponete presenza fisica. La principessa, una splendida fanciulla di circa diciotto anni, lunghi capelli raccolti in una acconciatura elaborata, fasciata da un vestito di invidiabile bellezza. Il capitano della scorta reale, anche lui un bel ragazzo, la divisa che indossava aumentava il suo fascino.
Erano tutti seduti, assorti nei loro pensieri, in silenzio, subendo passivamente le oscillazioni del mezzo che li sta riconducendo verso casa.
Mancava ancora poco, un quarto d’ora, venti minuti al massimo e il loro viaggio sarà giunto al termine. Stavano ritornando da un ricevimento dato dal regno adiacente al loro. È quasi pomeriggio inoltrato, e anche se hanno riposato prima di mettersi in cammino, sono visibilmente stanchi e provati da varie ore di viaggio.
La presenza del sovrano inibisce qualunque conversazione, mettendo a disaggio gli altri passeggeri. È solo un uomo, ma la sua espressione così arcigna riuscirebbe a far perdere la parola a chiunque. Il suo sguardo è fisso in un punto non bene definito.
Al suo fianco è seduto Max. Guarda fuori, la sua mente è assorta in mille pensieri, il ballo della sera prima. C’era lei, bella come sempre.
I loro sguardi si erano incrociati per pochi secondi.
Una fitta al cuore.
L’aveva osservata ballare.
Si era fatto avanti per invitarla e lei aveva accettato. Era rimasto sorpreso, era passato tanto tempo dal loro ultimo incontro, e lui non aveva mai smesso di pensare a lei. Mentre la stringeva fra le sue braccia, e si perdeva nei suoi occhi, sentì che lei provava le stesse cose. Non era necessario parlare, a volte le parole sono superflue.
Lei, solo lei, lui non vedeva nient’altro, non udiva niente che non fosse la sua voce. Lei era il tarlo che dolcemente si era insinuato nella sua mente, nel suo cuore, aveva invaso completamente la sua anima. Odiava le feste, i ricevimenti, tutto ciò che sapeva di mondano, ma era l’unico modo per poterla vedere, avvicinare, per poterle strappare un sorriso. Sorriso che gli rimaneva nella mente, che aveva avanti ai suoi occhi ogni volta che li chiudeva. I suoi sentimenti erano tanto grandi, immensi e si alimentavano di piccole cose, di piccolo gesti, di mezze parole, di sguardi pieni di significato.
Chiuse gli occhi e la sua mente poteva solo pensare….


…mi aspetta un altro viaggio,
e sembrerà come senza fine
guarderò il paesaggio...



le scene del ballo iniziarono a scorrere lente….


…Sono lontano e mi torni in mente
t’immagino parlare con la gente...



riaffiora il ricordo di lei….

…Il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante...



Ora era sicuro anche dei loro sentimenti , doveva trovare un modo per poter dividere con lei ogni attimo della sua vita. Ma poteva riuscirci? Perché il destino era così avverso?
Una forte malinconia stava attraversando, ora, la sua anima….


…e il mio pensiero ti verrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante...



Anche Isabel era intenta a guardare fuori, stava per ritornare a palazzo, la sua casa.
Tutti i suoi ricordi erano li.
Felice il sui passato………….lei e suo fratello, i suoi genitori, la sua infanzia.
Triste il suo presente……
Il suo ruolo nella società le impediva di avere molte amicizie, le bambine che un tempo giocavano con lei ora si tenevano a distanza. Non era più Isabel, ma la principessa a cui portare rispetto. Adorava il suo castello, ma ciò significava solitudine. Sapeva che prima o poi il suo patrigno avrebbe deciso di darla in moglie a un qualche principe di qualche paese vicino, e non ne era felice. Lei cercava l’amore, ma sapeva bene che prima o poi qualcuno avrebbe scelto per lei. Maledette leggi. Aveva molti corteggiatori, ma nessuno di loro era riuscito ad attirare la sua attenzione, per lo più li reputava dei palloni gonfiati. E poi pensava a suo fratello, l’unico legame di sangue che le restava dopo la morte dei suoi genitori.
Avrebbe perso anche lui? No questo non sarebbe mai accaduto, erano troppo legati.
Non voleva pensarci, lo avrebbe fatto quando si sarebbe creato il problema. Allungò la sua mano su quella di suo fratello. Lui la strinse, poi si girò a guardarla, la conosceva bene, gli bastò un attimo, per sapere quali tristi pensieri insidiavano la mente di Isabel.
Sua sorella, così simile a sua madre, in tutto, anche nella malinconia che la caratterizzava; e questo lo metteva a disaggio, non gli piaceva sapere che era depressa. Certo apparentemente avevano tutto, ma gli mancavano molte cose, ma per fortuna erano solo loro due, e sapevano di poter contare sull’altro per qualunque cosa. Non potevano fidarsi più di nessuno, a parte Max, l’unico amico che gli era rimasto. Di certo non nel loro patrigno. Si erano sempre evitati, non gli piaceva quell’uomo, e non era il rancore di un bambino che vede un altro uomo accanto alla madre a fargli pensare queste cose, ma una sensazione che avvertiva a pelle. Quell’uomo non aveva mai avuto un gesto gentile nei loro confronti. Ed era diventato re in seguito a sporchi giochi politici. Non gli avrebbe permesso di decidere della sua vita, ne tanto meno di quella di sua sorella. In fondo era l’erede al trono, ed era abbastanza adulto da decidere da solo, il re lo aveva capito, o almeno così sembrava, visto che lo lasciava libero di fare ciò che voleva, con sua sorella a volte era un po’ troppo dispotico e questo non gli piaceva per niente.
Il re li osservava, e scosse la testa, questo atteggiamento di complicità fra i due ragazzi proprio non riusciva a capirlo, solo la regina li capiva, erano un trio indissolubile. La regina, ormai era morta da qualche anno, non che ne sentisse particolarmente la mancanza, l’aveva sposata in quanto vedova di suo cugino disperso in guerra, solo per poter salire sul trono.
Un matrimonio di convenienza, come se ne celebravano tanti, visto che Michael era ancora un bambino e non poteva succedere a suo padre. Aveva avuto dei contrasti con il ragazzo, non era uno che si faceva domare, caratteristica che gli aveva trasmesso il padre. Era meglio lasciarlo stare, ulteriori tensioni potevano solo danneggiarlo, infatti Michael non era a conoscenza di una clausola inserita nel contratto matrimoniale fra lui e sua madre.
E ora che la regina era morta solo lui e il suo fidato consigliere conoscevano quel piccolo segreto, che poi così piccolo non era, il suo mandato come re era già scaduto e Michael era a tutti gli effetti il sovrano di quel posto già da una decina di mesi, praticamente da quando aveva compiuto ventiquattro anni.
Esistevano due copie del contratto, una era in suo possesso, l’altra la custodiva la regina, e alla sua morte non era riuscito a trovarla. Aveva distrutto la sua, e doveva tenere buono il ragazzo finché non riusciva a distruggere l’altra copia. Era sparita nel nulla, quella donna aveva pensato a tutto, pur di proteggere i suoi figli. Se solo avesse avuto un erede diretto… e invece si ritrovava con due figliastri, di cui il maschio o per diritto o alla sua morte sarebbe salito comunque al trono.
E’ strano, ma quando si viaggia e non si comunica con chi ci si trova accanto, la mente inizia a spaziare senza fine, cullata dai rumori che si ripetono a ciclo continuo. In silenzio si potrebbero sentire i loro pensieri aleggiare nell’abitacolo. La loro quiete fu interrotta improvvisamente da una brusca frenata della carrozza. Il re rimase impassibile al suo posto. Michael poggiò una mano sotto al tetto e allungò un braccio avanti a Isabel, come freno per non farla cadere. Max si affacciò dal finestrino, chiamò l’uomo che era a capo della scorta.
“Cos’è successo? Perché ci siamo fermati così drasticamente”
“Signore, mi dispiace, il cavallo di un soldato si è imbizzarrito e ha colpito una ragazza che stava camminando al margine del sentiero”
Max scese dalla carrozza seguito da Michael, e si avvicinarono alla ragazza, mentre Isabel si affacciò.
Un soldato della scorta l’aveva aiutata a sedersi.
“Come stai?” gli chiese Max
“Come una che è stata spinta a terra da un cavallo” rispose lei nervosa
Max restò un po’ sorpreso, non era la risposta che si aspettava. Vide l’ombra di Michael dietro di lui. Si spostò e andò a fare una bella tirata di orecchie ai suoi soldati.
“Mi dispiace per ciò che è successo, ti sei fatta male?” lei alzò gli occhi
“Mi fa male un ginocchio, ma a parte quello è tutto a posto”
“Ce la fai ad alzarti”
“Credo di si”
Isabel nel frattempo era scesa e si era avvicinata a suo fratello, e disse alla ragazza “ti dispiace se vedo il tuo ginocchio”
Lei non rispose, Isabel le spostò un po’ il vestito, che era stracciato. Vide che sanguinava, perse il suo scialle, lo fece tagliare ad un soldato con la spada, e fece una benda per fasciarle il ginocchio. La ragazza osservò i movimenti di Isabel, poi la guardò e le disse soltanto “grazie”. Isabel le rispose con una sorriso, poi si rivolse al fratello “Accompagnala a casa, ci vediamo dopo” poi guardò di nuovo la ragazza e le disse “Ciao, spero starai meglio nel giro di qualche giorno, mio fratello ti farà da scorta” poi chiamò Max e ritornò in carrozza.
Un soldato lasciò il cavallo a Michael e il veicolo ripartì.
Il sovrano, borbottò qualcosa. Il suo figliastro che scorta una popolana a casa, non si era mai vista una cosa simile. Isabel lo zittì dicendogli “non poteva accompagnarla uno dei vostri rozzi soldati, probabilmente non sarebbe arrivata a casa, io mi fido solo di mio fratello, con lui arriverà sicuramente a destinazione”
“poteva anche tornarci da sola a casa, tutto questo casino per una ragazza”
“è colpa nostra se si è ferita”
“la colpa è sua che si è messa sulla nostra strada” Isabel lo fulminò con lo sguardo, ma non rispose, era inutile parlare con lui, ogni volta che lo sentiva dire certe cose, sentiva una grossa rabbia salirle dentro. Ormai lo associava ad una bestia non a un uomo.
La carrozza e la sua scorta si allontanarono, Michael allungò una mano alla ragazza per aiutarla ad alzarsi.
“Ti aiuto a salire sul cavallo, vieni”
“Per carità, no! Non so cavalcare. Preferisco camminare”
“Sicura? Non ti da fastidio la gamba?”
“Ce la faccio, io cammino sempre a piedi”
“Come vuoi, da che parte andiamo?”
“Non è molto lontano, ho preso il sentiero perché andare a piedi per il bosco è pericoloso, anche se la strada è più breve. Non è necessario che mi accompagni, faccio questa strada tutti i giorni, posso continuare da sola. Su, vai, sei ancora in tempo per raggiungere la carrozza”
“non ti lascio qui da sola, e poi mia sorella mi uccide se non eseguo un suo ordine” disse scherzando
“va bene se proprio insisti, allora accompagnami pure” lei iniziò a camminare. Zoppicava un po’, ed era abbastanza lenta. Michael le camminava accanto, e con una mano teneva le briglie del cavallo. Aveva addosso un vestito consumato, e ora anche impolverato e stracciato. Evidentemente la sua famiglia doveva essere molto povera.
Stavano in silenzio, lei guardava avanti a se, camminava con la sicurezza di chi conosce molto bene la strada che sta percorrendo.
“Fai molto spesso questa strada” disse Micheal
“si, passo di qui tutti i giorni quando vado a lavorare”
“Lavori?”
“Forse a te che sei un nobile sembrerà strano, ma noi del popolo se non lavoriamo non mangiamo”
Michael fu sorpreso da quella risposta, si sentiva spiazzato, così fece finta di niente e continuò a parlarle
“e che lavoro fai?”
“insegno ai bambini del villaggio a leggere e scrivere”
"Quindi sei un insegnante?"
"In realtà no, so semplicemente leggere e scrivere, purtroppo al villaggio ci sono poche persone in grado di farlo, così hanno chiesto a me di seguire i ragazzini più piccoli"
Michael annui semplicemente e poi nessuno dei due parlo per tutto il resto del tragitto.
Lui di tanto in tanto osservava la ragazza che camminava al suo fianco, aveva i capelli biondi molto lunghi, fisicamente appariva molto piccola ma soprattutto denutrita come tutto il popolo, però quello che a Michael piaceva di più di lei erano gli occhi: due magnifici occhi verdi vivi e sinceri. All'apparenza poteva sembrare una ragazza fragile e insicura ma sicuramente non lo era, lo si capiva da come nonostante il dolore della ferita e la sua presenza camminava a testa alta. "Ragazza interessante" pensò
Maria invece era immersa nei suoi pensieri tanto da non accorgersi degli sguardi furtivi e indagatori del ragazzo.
"Giornata sfortunata, la nonna sta molto male, non ci sono i soldi per pagare le medicine che il dottore ha consigliato e poi come se non bastasse, un cavallo mi viene addosso, se questa non è sfortuna non so proprio cos'è!"
Ripensava a come si erano svolte le cose, lei stava camminando ai bordi della strada e poi il cavallo l'aveva urtata facendola cadere... Un soldato l'aveva aiutata ad alzarsi, dalla carrozza erano usciti due uomini e una donna, probabilmente nobili, che l'avevano aiutata assicurandosi che stesse bene. Ma la cosa che la stupì più di tutte fu il comportamento della giovane donna, l'aveva medicata senza che lei avesse chiesto nulla, usando oltretutto uno scialle molto pregiato.
Maria si guardò istintivamente la gamba, se lei avesse posseduto una meraviglia simile non l'avrebbe di certo usata per medicare una popolana qualunque, la stoffa era così leggera da essere quasi impercettibile sulla pelle.
"Sei sicura di non voler montare a cavallo? non vorrei che le tue condizioni peggiorassero" chiese Michael leggermente preoccupato
"come scusa?"
"Ho chiesto se sei sicura di non voler salire a cavallo, la tua ferita potrebbe peggiorare"
"Non preoccuparti della mia ferita, una volta arrivata a casa la medicherò e poi starò benissimo, per fortuna non manca molto" continuò lei decisa
"Davvero??"
"si siamo quasi arrivati, così potrai tornare a casa e dimenticarti di avermi conosciuta" rispose un po’ stizzita
Michael non si aspettava una risposta così diretta e arrabbiata, lui voleva solo essere gentile, non sapeva come replicare. In vita sua non gli era mai capitato, con suo padre, sua sorella o chiunque altro gli rivolgesse la parola, per qualsiasi questione anche le più imbarazzanti riusciva sempre a trovare argomenti validi per replicare e zittire il suo interlocutore.
Ma con lei era tutto diverso, non sapeva il perché ma non voleva dimenticarla.
"io non sono uno che dimentica e di sicuro non mi dimenticherò di te stanne certa" le rispose con tono dolce e sicuro
Maria lo guardò e comprese che forse era stata un po’ brusca nel rispondere al giovane così tento di scusarsi
"Scusa...non volevo risponderti a quel modo....e poi..." ma non riuscì a finire la frase
"poi cosa?"
"Volevo ringraziarti per l'aiuto" continuò timidamente lei
"Di nulla" i due ragazzi si sorrisero, Maria doveva ammettere che il ragazzo non era niente male, era alto, aveva i capelli scuri, due occhi marroni da cucciolo e un fisco atletico, molto carino, peccato fosse nobile.
All'improvviso si chiese cosa potesse pensare di lei, e se la giudicava per il suo stato sociale.
"Ma perché questa cosa ti preoccupa tanto Maria" si rimproverò
Infondo era abituata ad essere giudicata e snobbata dai nobili, tanto che non ci faceva più caso ai commenti che le venivano fatti. Però stavolta era tutto diverso, se si fosse trovata davanti un nobile come gli altri non avrebbe di certo ottenuto il suo aiuto, anzi le avrebbe dato la colpa dell'accaduto disprezzandola solo perché era una popolana.
Era poco che camminavano l'uno di fianco all'altro quando finalmente all'orizzonte si scorse una casetta malandata, Maria sorrise nel vedere la piccola costruzione: finalmente era arrivata a casa.
"Quella cosa sarebbe casa tua?" disse Michael indicando le quattro mura cadenti a pochi metri da lui Alle parole del ragazzo il viso di Maria si contorse in una smorfia, certo, si disse, cosa potevi aspettarti da un nobile abituato a vivere in sontuosi palazzi?
"Si è casa mia, immagino che hai tuoi occhi non sia la miglior casa del mondo in confronto ai palazzi dei nobili, ma a me piace molto, è confortevole e piena d'amore"
Michael si rese conto che forse la sua esclamazione era fuori luogo, però non ritenne necessario chiederle scusa, infondo era vero quella non poteva definirsi veramente una casa, almeno per chi possiede un'idea del significato della parola.
"Vuoi che ti accompagni dentro?"
"No grazie hai fatto abbastanza, poi non vorrei che la vista della mia umile casa disgusti la tua nobile persona" rispose acidamente lei, sapeva che si stava comportando male ma era più forte di lei, la precedente affermazione del nobile l'aveva fatta arrabbiare. Si diresse verso la casa ma si fermò voltandosi verso il ragazzo ancora fermo con le briglie del cavallo in mano ad osservarla "comunque grazie" e corse via nonostante il dolore alla gamba.
Qualcuno dalla finestra della casa aveva osservato la scena…

Intanto a palazzo il re camminava per tutto il perimetro della sala del trono visibilmente arrabbiato. "Eduard chiami subito mia figlia Isabel e il comandante Max!" Tuonò al suo servitore appena entrato nella sala.
"Subito mio signore" e come era entrato il servo uscì dalla sala.
Isabel si stava preparando per la cena quando il bussare alla porta interruppe i suoi pensieri
"Avanti"
il servitore entrò piano e si rivolse alla giovane donna "Lady Isabel, vostro padre vuole parlarvi con urgenza"
"E cosa vuole di così urgente il re?" chiese al servo
"Non lo so signorina mi ha ordinato solo di chiamare lei e il comandante Max, sembrava arrabbiato, molto…."
Isabel imprecò silenziosamente, odiava dover conversare con il suo patrigno quando era di malumore (anche se era la costante del re), perché non prometteva niente di buono.
"Grazie Eduard chiamerò io il comandante ora puoi andare" il servo uscì dalla stanza seguito dalla stessa Isabel che si diresse nella stanza di Max, sicura di trovarlo lì.
Busso piano e senza nemmeno aspettare una risposta entrò nella stanza.
"Piacere di vederti Isabel, vedo che non hai perso l'abitudine di entrare come una furia nelle stanze degli altri" le disse con calma il ragazzo bruno seduto sulla poltrona
Isabel però non badò a quello che Max le disse "Non volevo entrare così ma è urgente il re vuole vederci entrambi e subito" Max si preoccupò "E cosa vuole di così urgente il re?"
"Non lo so, spero non sia nulla di grave, andiamo?"
I due giovani camminarono velocemente verso lo studio, una volta entrati videro che era molto irato anche se non ne conoscevano il motivo.
"Finalmente siete arrivati, Isabel voglio sapere dove diavolo è finito tuo fratello?" tuonò senza lasciare il tempo ai due ragazzi di avvicinarsi
"Lo sapete che ha scortato la ragazza dell'incidente a casa sire"
"E ci vuole così tanto secondo te ad accompagnare una popolana a casa? Lo sapevo dovevo oppormi a questa cosa fin dal principio, chissà cosa penserebbero i nobili se vedessero mio figlio scortare a casa una semplice popolana"
"sire Michael non è vostro figlio! E poi non credo ci sia nulla di male nel fare una buona azione" gli tenne testa Isabel.
"Non ti permetto di rivolgerti a me in quel modo signorina!"
"Ho solo detto la verità mio signore" rispose tranquilla lei
Max non aveva ancora aperto bocca, stava lì ad osservare la guerra verbale tra il re e Isabel, sapeva che lei non si sarebbe lasciata mettere i piedi in testa dal patrigno, ma decise che era meglio intervenire prima che fosse detto qualcosa d'irreparabile da entrambi.
"Sire non vorrei interrompervi, ma sono sicuro che Michael tornerà presto però, se volete posso andargli incontro a cavallo così mi assicurerò che sia andato tutto bene"
"Stavo per chiedertelo io Max, bene meglio che vai " Max scambio uno sguardo con Isabel e poi si congedò dal re e dall'amica. Isabel era rimasta sola con il re "Bene visto che non avete più bisogno di me signore, vado nelle mie stanze a riposare" fece l'inchino e si diresse alla porta, aveva già la mano sulla maniglia quando la voce del re la bloccò
"Non ti permettere mai più di rispondermi a quel modo davanti ai miei sudditi capito Isabel? O ne pagherai le conseguenze"
"Mi state minacciando? Comunque la prossima volta eviterò di rispondervi" e lasciò la stanza.
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viconia
messagio 28 Jan 2005, 12:09
Messaggio #2


Milady Viconia McAliens
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Maria era appena entrata in casa, vide la nonna seduta sulla poltrona che stava sotto la finestra, "che mi abbia visto con quel ragazzo?" pensò subito Maria, ma poi notò che la nonna dormiva e quindi si tranquillizzò.
"Buon pomeriggio nonna, come va oggi? La tosse va un po' meglio?" le chiese premurosamente avvicinandosi alla poltrona
"Maria, bambina, la mia salute è sempre la stessa di ieri e domani sarà la stessa di oggi"
Maria non disse nulla, guardò solo la sua dolce nonna con uno sguardo triste, era arrabbiata con se stessa per non poter far nulla di più per farla stare meglio. L'anziana donna ricambiò lo sguardo con un sorriso sulle labbra come per rassicurarla che non c'era niente che non andava peggio del solito.
La sua nipotina era una ragazza forte, tenace e sapeva sempre come cavarsela, però dalla morte dei suoi genitori le responsabilità erano cadute sulle sue giovani spalle trasformando la sua vita in un incubo perenne, questo lei lo sapeva e pregava sempre che la sua bambina trovasse qualcuno che l'amasse e si prendesse cura i lei come meritava.
"Vedrai che ci saranno tempi migliori tesoro, basta continuare a sperare"
"Lo so nonna infatti io non smetto mai di sperare" rispose la giovane abbracciandola, Maria sbirciò fuori dalla finestra ma il ragazzo era già sparito
"Cosa è successo oggi tesoro ti vedo pensierosa" Maria non voleva raccontare alla nonna quello che era successo ma alla fine la sua volontà cedette e le racconto tutto…
"Storia interessante piccola mia, ce ne fossero di più di nobili così, almeno era carino il nostro nobile?" chiese sfacciatamente l'anziana signora facendo arrossire Maria
"Beh... credo di sì"
"Però chissà se lo rivedrò" si chiese Maria

Michael cavalcava tranquillo verso il castello, pensando al suo incontro con la ragazza dai capelli biondi quando i suo pensieri furono interrotti da una voce a lui familiare
"Michael finalmente ti ho trovato" esclamò un affannato Max
"Mi stavi cercando Max?" chiese stupito
"si il re è furioso perché non ti ha visto tornare subito, così ha convocato me e Isabel per sapere dove eri finito"
"E cosi mi sei venuto a cercare per farlo stare buono"
"Esatto"
"Bene, mi hai trovato, cosa dici ci facciamo una corsa fino a casa?" propose in sfida Michael
Nonostante Max non si tirasse mai indietro di fronte alle sfide declinò la proposta "Michael, per favore no, preferisco risparmiare le energie"
"Coniglio." rise l'altro
"Allora dimmi è stato traumatico scortare la ragazza a casa? ti vedo pensieroso"
"non è stato traumatico ma interessante!"
"Interessante? come interessante?"
"E' stato interessante è basta"
"ok interessante ne sono convinto"
"Invece di parlare di me parliamo del ricevimento, ti ho visto molto occupato ad un certo punto…" era dalla fine del ricevimento che Michael voleva parlare a Max di Liz questa era l'occasione giusta
"Cosa vorresti dire amico?"
"Ma non lo so, il nome Liz ti dice nulla?" lo stuzzicò
Gli occhi di Max si illuminarono nel sentire pronunciare il nome della sua amata Liz
"Oh Michael era tutta la sera che volevo dirtelo, mi sento in paradiso, vederla lì stupenda come un fiore appena sbocciato mi ha fatto battere il cuore, poi quando mi sono avvicinato per chiederle di ballare, lei mi ha sorriso, e che sorriso" Michael sorrise si vedeva che il suo amico era innamorato perso della giovane Liz, ed era sicuro che anche lei lo fosse "E poi quando ballavamo avrei voluto che il tempo si fermasse, che quel momento non finisse mai, averla tra le braccia è la sensazione più bella del mondo, quando sono con lei le altre cose non hanno importanza, esiste solo lei"
"quando ti deciderai a farti avanti?"
"Oh amico mio non sai quante volte me lo sono chiesto anche io"
"E perchè non l'hai ancora fatto?" Michael non capiva perchè il suo amico si comportasse così
"Per suo padre"
"Paura che non ti conceda la sua mano?"
"Si"

Isabel invece di ritirarsi nella sua camera, si era diretta sul balcone che si affacciava sull’entrata principale del palazzo, così da poter vedere Michael e Max rientrare. L’aria era un po’ fresca quella sera, lei si sentiva stanca, il viaggio in carrozza l’aveva stressata.
Intravide in lontananza due cavalli attraversare il bosco utilizzando un sentiero secondario, erano sicuramente loro, solo Max e Michael erano tanto folli da avventurarsi in quella zona mentre il sole era quasi tramontato all’orizzonte.
Tirò un sospiro di sollievo la sua famiglia stava rincasando.
Iniziò a scendere per le scale, e attese nell’atrio il loro arrivo.
“Michael, è tutto a posto? Perché ci hai messo tanto?”
“ho dovuto accompagnare la ragazza a piedi, aveva paura di montare a cavallo”
“mi dispiace, poverina, camminare a piedi con quella ferita, mi sento in colpa.”
“..e poi avere Michael come scorta, ora capisco perché non voleva salire sul cavallo”
Sia Michael che Isabel, guadarono Max, ma non replicarono
“stavo scherzando, possibile che non posso fare una battuta” Isabel, si girò e prese Michael sotto braccio iniziando a parlare “credo che dovremmo almeno ripagarle il vestito, ho notato che si era strappato”
“non so Isabel..”
“credo che sia il minimo, il re è una bestia, ma noi no”
“Iz fai come vuoi, se ti fa piacere, dimmi chi mandi, così gli spiego la strada”
“come si chiama la ragazza?”
Michael rimase un po’ perplesso, aveva camminato con lei, avevano parlato e non conosceva il suo nome. “non gliel’ho chiesto”

Maria quella mattina si era alzata di buon ora, aveva aiutato sua nonna nel fare i lavori più pesanti, ed ad un tratto sentì bussare alla porta. L’aprì e si ritrovò avanti un giovane.
Non lo conosceva. Aveva un cesto e un pacchetto con se.
“siete voi la ragazza che ieri è stata coinvolta in un incidente lungo la strada per il castello una settimana fa?”
“si sono io”
“la mia signora mi ha chiesto di consegnarvi questi” disse indicando le cose che portava con se “ è il suo modo per scusarsi dell’incidente”
“ma non era necessario”
“vi prego accettate i suoi doni”
“va bene, ringraziate la vostra signora per la sua gentilezza”
Maria aveva tirato in casa le cose e aveva chiamato sua nonna
“nonna, guarda cosa mi hanno appena mandato”
“bambina mia, fammi vedere”il cesto era pieno di frutta, mentre nel pacco c’era della stoffa. Il tutto era accompagnato da un biglietto.

‘vi auguro di rimettervi presto,
sono spiacente per il danno arrecatovi,
vogliate accettare questi miei doni’
Isabel

“è stata gentile a mandarmi queste cose, forse avrà pensato che il mio vestito si era rotto quando sono caduta, e invece era già stracciato, se solo sapessi dove abita potrei andare a ringraziarla”
“tesoro, prima o poi lo saprai, ma ora muoviti, altrimenti farai tardi”
aveva dato un bacio a sua nonna poi era uscita di casa per andare in paese, come tutti i giorni, dove sapeva di trovare ad attenderla, i suoi piccoli allievi. Le dispiaceva terribilmente lasciare la nonna da sola, ma il suo lavoro era l’unica fonte di sostentamento che avevano, la donna era ormai troppo anziana per lavorare.
Scorse da lontano un gruppo di bambini che giocavano, ecco i suoi piccoli alunni.
Erano poveri ma mai avari di regalarle un sorriso.
Erano le uniche persone, a parte sua nonna con cui lei si sentiva a suo agio.
Appena la videro arrivare, i bambini le corsero incontro e le saltellavano intorno.
Dopo pochi minuti entrarono tutti in una piccola costruzione con il tetto rosso. La scuola.
Le ore passarono in fretta, come del resto accadeva tutti i giorni, lei riusciva a rendere interessante la lezione. A malincuore, i bambini salutarono Maria per ritornare alle loro case.
Lei iniziò ad incamminarsi verso casa, ma nel punto in cui la strada curvava, scorse una figura famigliare. Era il ragazzo che l’aveva scortata a casa il giorno prima.
Era vestito con un pantalone e una camicia nera, e aveva nelle mani le briglie del cavallo.
“Buongiorno” gli disse Maria
“buongiorno a te”
“fai un giro per il villaggio?”
“no, sono passato per sapere come stavi”
“un po’ meglio, grazie” iniziarono ad incamminarsi lungo il sentiero
“vedo che zoppichi ancora”
“passa, non preoccuparti. Volevo venire a ringraziare tua sorella per le cose che mi ha mandato stamattina, ma non sapevo come fare”
“le riferirò il tuo messaggio”
“grazie”
continuarono a camminare in silenzio, e dopo un po’ giunsero a casa della ragazza.
“vuoi entrare? ti presento mia nonna”
Michael annuì soltanto. Legò il cavallo ad un albero li vicino e seguì la ragazza in casa.
“nonna, sono tornata”
“Maria, eccomi sto arrivando” si sentirono i passi lenti della donna che si avvicinava
“ma non sei sola chi c’è con te?” disse entrando nella stanza.
“nonna lui è…” Maria tentennò quando si rese conto che non conosceva il nome del giovane.
L’anziana donna invece lo riconobbe, sapeva chi si trovava davanti.
Si chinò in avanti “maestà” Maria guardava la scena e rimase senza parole.
Era stata tanto acida con il principe, se solo avesse saputo …
Michael ruppe quella situazione imbarazzante avvicinandosi alla donna e allungando una mano per farla alzare.
“in questo momento sono solo Michael, e vi prego di rivolgervi a me chiamandomi per nome, sono qui per assicurarmi della salute di vostra nipote” la donna si alzò e lo guardò
“ sei una brava persona, sono felice che mia nipote abbia trovato te e non qualcun altro sul suo cammino.”
Michael le sorrise e poi le disse “ mi permettete di farvi visita domani?”
“Sarai sempre il benvenuto nella nostra casa”
“ora mi congedo, passerò domani verso quest’ora” fece un cenno di saluto con la mano ed uscì di casa. L’anziana donna si avvicinò alla nipote che era ancora scossa dalla rivelazione appena avuta “tesoro cosa c’è?”
“lui è il principe, sono stata così acida con lui…”
“ora non pensarci”
“avrei dovuto ringraziarlo ancora, e invece… sono stata proprio…. Chi sa cosa penserà di me”
“di sicuro non ciò che stai pensando tu in questo momento, altrimenti non avrebbe detto che sarebbe tornato domani”

Michael era rientrato a palazzo, aveva volontariamente evitato le zone dove il suo patrigno in genere trascorreva le sue giornate. Si era diretto nella camera di Isabel
“sono appena rientrato”
“com’è andata? Come sta?”
“zoppica anche se mi ha detto che sta meglio. Mi ha chiesto di ringraziarti per i tuoi doni”
“mi fa piacere che le sono piaciuti”
“devi dirle qualcosa, io ci passo domani pomeriggio”
“vai di nuovo da lei?”
“si voglio essere sicuro che si rimetta completamente.”

Nei giorni successivi Michael andò spesso a prendere Maria al villaggio e trascorrevano il pomeriggio chiacchierando. Si sentiva a suo agio con la ragazza, lei riusciva a metterlo di buon umore, ormai erano diventati amici.
Un giorno però decise di fare visita a sua nonna mentre lei non c’era. Trovava interessante quella ragazza di cui sapeva così poco, quasi niente, era molto riservata.
Bussò alla porta, sentì da dentro la voce della donna che gli chiedeva di attendere.
Dopo poco la porta di aprì, la donna lo fece accomodare e si sedettero.
“speravo che fossi tu, mia nipote è desolata, non può fare a meno di pensare che quando ti ha incontrato è stata un po’ scortese nei tuoi confronti, ma non credo che abbia avuto il coraggio di dirtelo”
“ha un bel caratterino”
“in questo somiglia molto alla sua povera madre” disse la donna, attese un attimo e poi continuò “ Maria e io viviamo da sole, da quando i suoi genitori sono morti. Sua madre era la mia unica figlia ed è morta dandola alla luce. Suo padre è morto qualche anno dopo in un incidente sul lavoro. Cerca di essere forte e di andare avanti a testa alta nonostante le difficoltà, la nostra vita non è facile. Io purtroppo sono malata e non posso aiutarla ora è lei che bada a me, i ruoli si sono invertiti con il passare del tempo.”
“mi dispiace so cosa significa perdere entrambi i genitori”
“già chi meglio di te può capirla... anche se non lo dice, so che è terrorizzata al pensiero di restare da sola. Il medico mi ha detto che non mi resta ancora molto tempo, a lei non lo sa, non voglio che inizi a preoccuparsi prima del tempo. Sei l’unico a cui l’ho detto, so che sei suo amico, ti prego prenditi cura di lei quando io non ci sarò più”
Michael stava per risponderle, ma fu bloccato da Maria che aveva fatto il suo ingresso in casa.

Rientrando a palazzo incontrò Max che passeggiava per i giardini
“ti sei deciso a rientrare, ormai passi tutti i tuoi pomeriggi in giro, il re prima o poi noterà questa cosa..”
“lui non è nessuno, e ciò che faccio non sono affari suoi” gli rispose con tono arrabbiato
“sei nervoso?”
“abbastanza”
“come mai?”
“ho parlato con la nonna di Maria, mi ha detto che sta morendo”
“che brutta situazione…”
“mi ha chiesto di prendermi cura della ragazza dopo la sua morte”
“e tu cosa le hai risposto?”
“niente, è arrivata Maria e la conversazione si è fermata li”
“cosa pensi di fare?”
“non lo so, vorrei parlarne anche con Isabel”
“penso che tu abbia già deciso cosa fare”
“forse”
Raggiunsero il palazzo, e si ritrovarono tutti e tre in camera di Isabel. La ragazza fu messa al corrente della situazione. Lei non conosceva bene Maria, a parte averla incontrata il giorno dell’incidente, si erano viste solo un'altra volta, nel bosco, mentre lei cavalcava e Maria stava passeggiando con suo fratello. Le piaceva quella ragazza, e poi aveva un certo ascendente su suo fratello, da quando era entrata nella sua vita Michael sembrava più sereno.
Restò un po’ a pensare poi esordì…
“ho trovato una soluzione, verrà a vivere qui con noi, mi farebbe piacere avere un po’ di compagnia, cosa ne dite? Così non dobbiamo dare troppo spiegazioni”
“la tua dama di compagnia?” le chiese Max
“ma solo di fatto, vorrei diventasse mia amica” Max e Isabel guardarono Michael
“si può fare, domani parlerò con sua nonna. Max le dirò di far chiamare te per qualunque cosa, e poi tu avvertirai me”
“mi sembra che abbiamo appena raggiunto un accordo”


Il giorno seguente Michael ritornò a casa di Maria, ma lo fece di mattina, così era sicuro di non trovare la ragazza. Così potette esporre senza interruzioni l’idea che avevano avuto per sistemare quella triste situazione.
“non mi ero sbagliata sul tuo conto, sei davvero un bravo ragazzo, e sono sicura che mia nipote si troverà bene, non so come ringraziarti, mi hai tolto un grosso peso, non avrei potuto affrontare gli ultimi giorni della mia vita serenamente sapendo di lasciare Maria qui da sola.”
“cercherò di essere più presente d’ora in poi, non esitate a farmi chiamare, in qualunque momento, mandate qualcuno a palazzo e fategli chiedere del Capitano Max Evans, è al corrente di tutto, penserà lui ad avvisarmi”
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Juliet
messagio 29 Jan 2005, 12:09
Messaggio #3


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quasi non ci credo di vederla ancora postata... (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/DD.gif) ora me la salvo e torno a leggermela (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/occhiolino_gloria.gif)
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Juliet
messagio 31 Jan 2005, 11:20
Messaggio #4


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E' bellina come la ricordavo (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/DD.gif) e poi mi piace quest'atmosfera da favola...
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**clamp**
messagio 21 Jun 2005, 00:21
Messaggio #5


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(IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/clap.gif) bellllllllllllllllllllllllllllllllllllaaaaaaaaaaa!!!!!!mi piace!!!!!!!!xkè nn hai + postato????guarda ke mi aspetto il seguito (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/faccinaicicu.gif) !!!!!!!!!!
kizzzzzzzzzzz by Maty (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/DD.gif) !!!!!!!!!!
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ila
messagio 21 Jun 2005, 07:06
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bellissima ma anke dolce (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/blush.gif) (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/original.gif) (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/blush.gif) (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/original.gif) spero di vederla completa qst ff.
aspetto cn inpazzienza il seguito.
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viconia
messagio 21 Jun 2005, 12:55
Messaggio #7


Milady Viconia McAliens
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qui lo dico e qui lo nego, la prox parte è a metà, più della merà a dire il vero.... poi ne devo scrivere un paio ... e poi ho un bel pò di parti già scritte... manca il finale...

a volte ho il brutto vizio di scrivere per mezzo e non in maniera lineare, mi passa per la testa una scena e la scrivo, ma poi manca tutto il contorno (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/sad.gif)
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viconia
messagio 7 Jul 2005, 22:44
Messaggio #8


Milady Viconia McAliens
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Posto la parte successiva, ne avevo un 80%già scritto .... non l'ho controllata altrimenti nn la postavo.

ps... i pomodori, invece di tirarli, se volete potete spedirmeli via corriere (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/invisible.gif)


004

L’inverno divenne ancora più rigido, regalando altre al freddo, uno scenario completamente innevato. Negli ultimi giorni la nonna di Maria era a letto, la sua tosse era peggiorata tantissimo e era comparsa anche la febbre.
Maria non stava andando ad insegnare, era rimasta in casa per accudire l’anziana donna.
Michael era impegnato a supervisionare con Max la zona nord del regno, poiché avevano ricevuto da un messaggero la notizia dell’avanzata di un esercito nemico.

Michael era tornato a palazzo da pochi minuti, era andato in armeria per liberarsi dell’armatura e delle armi e lasciarle li per essere pulite e lucidate. Mentre stava per ritirarsi nella sua stanza per riposare, vide Isabel quasi corrergli incontro.
“Sei tornato finalmente” Michael alzò lo sguardo e vide che sua sorella era alquanto agitata “Michael, la nonna di Maria …”gli occhi della principessa si riempirono di lacrime “… è morta ieri mattina presto”
Dopo aver mormorato un imprecazione verso i suoi nemici, si rammaricò di non essere stato li presente, come si era ripromesso di fare.
“Lei dov’è?”
“A casa sua, quando è arrivato un ragazzino dal villaggio cercando di Max e di te, una guardia è stata lesta ed ha fatto chiamare me. Sono andata da lei, ci sono tornata anche oggi.”
“Come sta?”
“Come pensi che possa stare? Si è chiusa in casa e ….” Non le diede il tempo di finire la frase, che iniziò a camminare, bloccando definitivamente la conversazione con un “Vado da lei”.

Montò a cavallo, e si diresse di corsa verso il villaggio, sperando di trovare Maria nella sua casa. Il sole stava tramontando e il freddo era tanto pungente al punto che l’aria sembrava tagliargli il volto.
La piccola capanna era in ombra e non si vedeva alcuna luce provenire dall’interno. Michael legò il cavallo e bussò alla porta, non udendo nessuna risposta, aprì la porta ed entrò.
Dentro era silenzioso, ed anche alquanto buio, fece qualche passo fin quando intravide nella poca luce che filtrava dall’esterno, una sagoma su una sedia. Si avvicinò piano, Maria sembrava che non aver avvertito la sua presenza. Mentre si muoveva in quella direzione si rese conto che la ragazza di era addormentata ed era rannicchiata sulla sedia. Le passò piano una mano sulla testa, come una leggera carezza. Maria si mosse e aprì gli occhi.
“Perché sei qui al buio?”
“Ho finito l’olio per la lampada”
Michael le prese una mano e la fece alzare.
“Prendi le tue cose”
“Le mie cose?”
“Ti porto al castello”
“Ma questa è casa mia… io non posso…”
“Si che puoi, questa sarà sempre casa tua e sarai libera di tornarci quando vuoi, ma non voglio saperti qui da sola.”
“Non puoi ospitarmi per sempre, forse è meglio che mi abituo a vivere qui da sola”
“A questo si può rimediare, se ti va potrai essere la nuova dama di compagnia di Isabel”
“Hai pensato a tutto, vero?”
sul volto di Michael comparve un sorriso, ma aggiunse serio “Voglio saperti al sicuro, ma non sei obbligata a restare se non vuoi, ma almeno prova” aveva cercato di essere quanto più convincente gli era stato possibile. Era evidente che la ragazza di fronte a lui era stremata, perché non era battagliera come al solito, ma come biasimarla dopo tutto ciò che le era accaduto?
“Se è così allora accetto” Se si trattava di avere un posto dove stare ed un lavoro, il discorso cambiava tanto. Lei non voleva essere di peso a nessuno. L’offerta di Michael era giunta di sorpresa, e nel momento giusto, lei aveva paura di restare da sola ma era troppo orgogliosa per ammetterlo. La morte di sua nonna, l’aveva fatta sentire vulnerabile ed ora aveva la necessità di aggrapparsi a qualcosa, a qualcuno, era come se non avesse più nulla.


E fu così che Maria si trasferì a palazzo, in quell’inverno freddo, ma mai tanto quanto il gelo che aveva dentro. Il castello era molto bello, molto più spazioso e lussuoso di quanto Maria avesse immaginato. La servitù era gentile con lei, lo erano anche Michael Isabel e Max, l’unico che le incuteva timore era il Re. Aveva fatto una smorfia strana quando l’aveva vista, ed aveva commentato con un ‘è il tuo nuovo giocattolino’ quando Isabel l’aveva presentata come dama di compagnia. Ma a parte questo era tutto tranquillo.
La mattina si alzava presto per andare ad insegnare alla scuola del villaggio.
Il pomeriggio invece lo trascorreva con Isabel a chiacchierare, oppure si dedicavano ai lavori femminili.
Vedeva Michael, a parte durante i pasti, molto di rado, era impegnato, molto impegnato poiché la situazione tra i vari regni non si era ancora stabilizzata e lui e Max spesso ricevevano delegati di altri reami.
Aveva fatto amicizia anche con Liz, amica di Isabel. Avevano socializzato subito e andavano molto d’accordo, formavano un terzetto niente male, e quando la ragazza giungeva al castello per una visita, era una fonte di gioia per le altre due.
Maria faceva il punto della situazione, non era la vita che si aspettava, ma per come erano andate le cose, era stata più che fortunata. Michael, anche se aveva molti impegni, trovava il tempo di accompagnarla al cimitero o di fare una passeggiata con lei. Si era stata molto fortunata, se non avesse avuto lui e di conseguenza Isabel e Max, la sua vita ora si sarebbe limitata a vivere nella casetta, al freddo e da sola. Doveva molto a quei ragazzi ed era contenta che erano legati da un affetto sincero.
Girò la chiave nella porta della sua stanza, mentre reggeva una lampada nell’alta mano. Era tardi, e l’indomani doveva alzarsi presto. La camera era grande, aveva un armadio, vestiti nuovi, una scrivania, un caminetto e una cassapanca per la biancheria. Su una parete un quadro dipinto da suo padre. Posò la lampada sulla scrivania e andò alla finestra. La luna era alta in cielo ed illuminava i giardini e i suoi raggi si riflettevano nell’acqua della fontana. Vide Micheal e Max rientrare. Tirò un sospiro di sollievo sapendoli a casa e si preparò per la notte.
In cuor suo sperava che la sua vita potesse cambiare ancora ed in meglio, a volte ne era convinta, a volte non voleva farsi illusioni.

Michael alzò lo sguardo verso la finestra di Maria, la vide dietro i vetri. Aveva notato che la ragazza restava sveglia fin quando lui non rientrava. Le fece un cenno di saluto con la mano, cenno al quale Maria rispose e poi sparì. Gli faceva tenerezza quell’atteggiamento, a parte Isabel, non c’erano altre donne ad interessarsi veramente a lui. Isabel era sua sorella e sotto un certo punto di vista era scontata la sua preoccupazione per lui, Maria invece era sua amica, e la conosceva da molto meno tempo, ma fra di loro si era creato subito un forte legame. Sorrise al pensiero di quanto la sua compagnia lo rendesse felice. Avrebbe voluto solo avere più tempo libero da trascorrere con lei; si sentiva in colpa perché sapeva che la stava trascurando, ma la situazione non era delle migliori, e con il Re quasi sempre ubriaco, spettava a lui prendere le decisioni. Sperava che con l’arrivo della primavera la situazione potesse migliorare per poterle dedicare più tempo.


Liz era rimasta molto sorpresa di aver ricevuto un invito da Isabel pervenutole solo qualche giorno prima. Aveva accettato volentieri per più di un motivo.
Max era fra questi, ed era anche il primo della lista, e poi aveva voglia di rivedere sia Isabel che Maria; ed in fine le faceva piacere trascorrere due giorni tranquilli e sperava di avere finalmente l’occasione di parlare a quattrocchi con Max.
La situazione fra loro era diventata insostenibile, se in passato erano riusciti a vedersi clandestinamente, negli ultimi tempi si incontravano solo ai ricevimenti, e non sempre, perché Max ci interveniva solo quando era costretto a farlo, così le occasioni per restare da soli anche erano diminuite.
Sentiva la mancanza dei loro momenti, in cui non erano la figlia del nobiluomo e il militare, ma solo due persone che si amavano intensamente con tutta l’anima. Doveva provare ancora una volta a convincerlo, ormai era in età da marito e se non trovava un fidanzato, lo avrebbe fatto suo padre per lei.
Sposarsi, crearsi una famiglia, era nei suoi piani, ma volava farlo con qualcuno che amava, non con un buon partito arido e pieno di soldi. E ora era li, in quello splendido castello, ad aspettare di essere ricevuta.
Isabel era famosa per i suoi ritardi, le piaceva farsi attendere. Erano proprio diverse, molto diverse, ma riuscivano ad andare d’accordo, e a volte si meravigliava di questo.
Dopo un po’ finalmente l’attesa ebbe fine. Isabel fece il suo ingresso insieme a Maria, a cui seguirono gridolini, baci e abbracci.
Trascorsero una tranquilla mattinata a chiacchierare e smisero solo quando un inserviente le interruppe per avvisare che il pranzo stava per essere servito. Tutte e tre avevano formato un gruppetto molto affiatato.
A Liz piaceva molto Maria e lei ricambiava la simpatica per Liz. Michael si era fatto vivo solo per il pranzo, poi era sparito di nuovo, preso da qualche problema urgente da risolvere.
Finito il pranzo si ritirarono di nuovo in un salotto. Maria andò via subito dopo, dicendo che aveva delle faccende da sbrigare.
Liz e Isabel rimasero da sole, continuando a chiacchierare fino a quando Max non fece il suo ingresso nella stanza. L’espressione che aveva sul viso parlava per lui.
Stupore, meraviglia, un miscuglio di sentimenti si faceva strada in lui, gioia da una parte, frustrazione dall’altra. Non era preparato a trovarla li.
Isabel era stata furba, non aveva detto a nessuno che aveva ospiti.
I loro sguardi si incrociarono per pochi secondi, creando disagio tra i presenti.
Il silenzio era caduto nella stanza e stava diventando sempre più pesante.
Fu Maria ad interrompere quella assurda situazione entrando per chiamare Isabel.
“Isabel, potresti venire con me? La cuoca vorrebbe delle indicazioni per la cena”
“Certo”
Le due ragazze uscirono subito lasciandoli soli. Max si era avvicinato alla finestra e stava guardando fuori.
Liz era rimasta seduta, e guardava la figura in controluce del ragazzo, non aveva il coraggio di parlare, non lo facevano dalla sera del ballo. Fu Max ad interrompere quel silenzio senza fine.
“Quanto tempo resti?” disse senza girarsi, poggiando la spalla al muro
“Vado via domani pomeriggio”
“E’ una visita breve…”
“Purtroppo si. Perché non ti siedi e mi tieni un po’ compagnia, mentre aspetto Isabel che ritorna?” Senza rispondere Max si sedette accanto a Liz.
Lei gli prese la mano, lui aveva lo sguardo basso, ma fu sorpreso dall’intraprendenza della ragazza.
“Mi sei mancato molto, non ho fatto altro che pensare a te. Ho accettato l’invito di Isabel sperando di poterti vedere”
“Liz…” lei lo bloccò, poggiandogli un dito sulle labbra.
“Non voglio sentire ancora quelle parole, ogni volta che ci vediamo è sempre la stessa storia. Max se tieni realmente a me devi fare qualcosa. La devi fare ora, se rifiuto qualcun altro che chiede la mia mano, sarò costretta da mio padre a sposare chi deciderà lui. E io non voglio, se non posso avere te, preferisco chiudermi in convento”
“Tuo padre non mi concederà mai la tua mano”
“Provaci almeno, non credo che rifiuterà se io cerco di convincerlo, e poi sarà felice di sapermi sistemata. Lo sto facendo impazzire, e quando sentirà che non avrò niente in contrario alla tua proposta farà salti di gioia”
“Sei sicura di ciò che mi stai dicendo?”
“Preferisci restare con questo dubbio e sapere che c’è qualcun altro al tuo posto?”
“Tu meriti qualcosa di più di un semplice militare, io non potrò mai offrirti tutte quelle cose che un nobile può darti, lo sai questo?”
“Max non mi interessano le ricchezze, io so solo che il sentimento che provo per te ha superato il passare del tempo, è cresciuto, è maturato, ma non è mai diminuito di intensità. Smetterò di insistere soltanto quando mi dirai che per te non è così, che è solo una mia illusione, solo allora saprò di aver vissuto per anni con qualcosa che è soltanto dentro di me.”
“Non dire così, io non ho mai smesso di pensare a te neanche per un istante. Tu sei sempre qui” indicando il suo cuore. Liz lo guardava, finalmente lui aveva ammesso i suoi sentimenti, era felice di sentirgli dire tutte quelle cose. Stava per rispondergli quando lui le disse:
“ Va bene, dimmi quando ritieni sia più opportuno parlare con tuo padre?”
Liz non rispose a quella domanda, era troppo sorpresa da ciò che aveva appena sentito.
“Devi dirmi tu quando, così potrò iniziare a parlare con mio padre”
“Ne parliamo stasera dopo cena, se ti va possiamo fare una passeggiata, così cerco di sistemare le mie cose per avere un paio di giorni liberi.”
“Per me va bene, ma come faccio con Isabel? Non mi sembra carino da parte mia sparire”
“Lei capirà, e poi ci hanno lasciati soli di proposito, non hai fatto caso che Maria ha aspettato il mio arrivo per chiamarla? Ormai conosco bene quelle due, credo proprio che mi porteranno il loro conto un giorno o l’altro.”
Liz sorrise, pensandoci bene Max non aveva tutti i torti, Isabel era proprio un’amica e Maria una cara ragazza.
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stella
messagio 8 Jul 2005, 09:44
Messaggio #9


Un Cecoslovacco a Roswell
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Claire Sinclair
messagio 8 Jul 2005, 09:44
Messaggio #10


Highlanders do it better

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Attendo impaziente un incontro tra quei due cari Michael e Maria (IMG:http://www.freefans.net/forum/style_emoticons/smileys/wub.gif)
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